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Campagne e AI Campagne nell’era dell’AI 2026

Google Ads guidato dall'AI: Performance Max, AI Max, Demand Gen e Smart Bidding

In Google Ads la maggior parte delle decisioni operative è passata ai modelli: offerta, abbinamento alle ricerche, scelta dei canali, combinazione delle creatività. All’inserzionista restano gli obiettivi, i dati, i confini e la verifica. Questa pagina descrive i prodotti principali così come li documenta Google, con lo stato aggiornato al 7 ottobre 2026.

Smart Bidding: l’offerta la decide il modello

Smart Bidding è l’insieme delle strategie di offerta che usano Google AI per ottimizzare conversioni o valore di conversione in ogni singola asta. Le quattro strategie principali sono CPA target, ROAS target, Massimizza le conversioni e Massimizza il valore di conversione. Il modello regola l’offerta al momento dell’asta sulla base di segnali come dispositivo, posizione, ora, giorno, elenco di remarketing, browser, sistema operativo, testo della query e stagionalità.

Tu imposti l’obiettivo e la soglia economica, per esempio un CPA o un ROAS target, e il budget. Il sistema decide quanto offrire per ciascuna impressione. Il controllo passa quindi dalla gestione manuale delle offerte alla qualità dei dati di conversione e alla scelta degli obiettivi.

Performance Max: un’unica campagna su tutto l’inventario

Performance Max è una campagna basata su obiettivi che accede a tutto l’inventario Google Ads: YouTube, Rete Display, Ricerca, Discover, Gmail e Maps. L’inserzionista fornisce gli obiettivi di conversione con eventuali target di CPA o ROAS, il budget, gli asset di testo, immagine e video e i segnali di pubblico. Google AI gestisce le offerte, le combinazioni di asset e la distribuzione del budget verso le posizioni che rendono di più.

I controlli sono cresciuti nel tempo. Il report dei termini di ricerca è disponibile per tutte le campagne Performance Max e via API. Le parole chiave escluse a livello di campagna e le relative liste si applicano all’inventario Search e Shopping, con un limite di 10.000 termini. Le esclusioni di brand permettono di decidere a quali marchi, incluso il proprio, la campagna può abbinarsi. Il targeting per dispositivo e per fascia d’età è disponibile, quello per genere è in beta. I temi di ricerca sono passati da 25 a 50 per gruppo di asset, e il report sulle prestazioni per canale è in beta. Gli asset creati con personalizzazione del testo ed espansione dell’URL finale sono visibili nei report e rimovibili.

AI Max for Search: parole chiave, testi e pagine di destinazione

AI Max for Search è un insieme di funzioni da attivare nelle campagne Search. Comprende l’abbinamento esteso dei termini di ricerca, la personalizzazione di titoli e descrizioni e l’espansione dell’URL finale, che sceglie la pagina di destinazione più pertinente rispetto all’intento. Google dichiara che chi attiva AI Max vede in genere il 14% di conversioni o valore di conversione in più, a parità di CPA o ROAS. È un dato della piattaforma, da verificare sul proprio account.

Il 30 aprile 2026 Google ha presentato AI Brief, uno strumento basato su Gemini per indicare cosa gli annunci devono e non devono dire. Comprende linee guida sui messaggi, sull’abbinamento alle ricerche e sul pubblico. È in rollout in inglese nel corso dei mesi successivi, insieme ai disclaimer testuali obbligatori nelle pagine scelte dall’espansione dell’URL. AI Max si estende anche alle campagne Shopping e ai formati per il settore viaggi.

Demand Gen: feed e video

Demand Gen mostra annunci su YouTube, Shorts compresi, Discover, Gmail e Rete Display. Google AI combina immagini, messaggi e posizionamenti per spingere all’azione. Accetta immagini orizzontali, verticali e quadrate, titoli, descrizioni, inviti all’azione, video e caroselli; l’uso congiunto di immagini e video rende in genere di più. I segmenti simili estendono il pubblico a persone affini a chi ha acquistato, visitato il sito o guardato i video del canale. Le opzioni di offerta coprono clic, conversioni e valore di conversione.

Asset generati, Gemini e agenti in Google Ads

Nei gruppi di asset di Performance Max Google AI può generare titoli, descrizioni e titoli lunghi a partire dal sito. Può inoltre suggerire immagini prese dal sito, da asset già usati, da archivi stock e da immagini generate. Se manca un video, il sistema può crearne uno dagli altri asset dopo la pubblicazione. La funzione è disponibile con l’interfaccia in inglese, olandese, francese, tedesco, italiano, portoghese e spagnolo. La generazione è facoltativa, ogni asset va rivisto prima della pubblicazione e l’approvazione secondo le norme pubblicitarie non è garantita.

L’esperienza conversazionale per le campagne Search crea parole chiave, titoli, descrizioni, sitelink e immagini in chat, ed è disponibile per le campagne in inglese, francese, spagnolo e tedesco. Al Google Marketing Live del 20 maggio 2026 Google ha presentato Ask Advisor, un agente costruito con Gemini che collega Google Ads, Google Analytics, Merchant Center e Google Marketing Platform. È in beta per gli account in lingua inglese e non è disponibile negli account amministratore. Può analizzare le prestazioni, proporre ottimizzazioni, risolvere problemi di policy e impostare nuove campagne. Le indicazioni ufficiali chiedono di mantenere il controllo editoriale sugli asset generati e di verificare fatturazione e appelli nell’account. Asset Studio, nella stessa occasione, ha ricevuto funzioni basate sui modelli Gemini per trasformare le linee guida di brand in creatività.

Cosa decide la piattaforma e cosa resta a te

Alla piattaforma vanno l’offerta in asta, l’abbinamento delle query, la scelta del canale e della posizione, la combinazione degli asset e, se lo consenti, la generazione di testi, immagini e video. A te restano gli obiettivi di conversione e il loro valore, il budget, i dati di prima parte e i segnali di pubblico. Restano anche le esclusioni di brand e di parole chiave, le linee guida sui messaggi, la revisione degli asset e la lettura dei report. La qualità del risultato dipende soprattutto dalla qualità delle conversioni tracciate e dalla coerenza tra obiettivi e dati.

Misurazione e consenso nello Spazio economico europeo

Per il pubblico nello SEE Google richiede di raccogliere il consenso all’uso dei dati personali e di trasmettere i segnali di consenso. Il requisito vale sia per la personalizzazione degli annunci sia per la misurazione. La modalità consenso comunica ai tag lo stato dei parametri: ad_storage per i cookie pubblicitari, ad_user_data per l’invio dei dati utente a Google, ad_personalization per la personalizzazione. Se la persona nega il consenso, i tag non salvano cookie e inviano ping senza cookie, che Google usa per modellare le conversioni mancanti. Senza segnali di consenso, le funzioni interessate non sono supportate per il traffico dello SEE. Google mantiene un programma di piattaforme di gestione del consenso certificate.

Per approfondire

Fonti

  1. About Smart Bidding – Google Ads Help · Google
  2. About Performance Max campaigns – Google Ads Help · Google
  3. Unlock more visibility and control in Performance Max – Google Ads Help · Google
  4. Optimize Google Ads with AI Max for Search campaigns – Google Ads Help · Google
  5. Steer performance with new AI Max features (30 aprile 2026) · Google
  6. About Demand Gen campaigns – Google Ads Help · Google
  7. How to build a Performance Max asset group using generative AI – Google Ads Help · Google
  8. About conversational experience in Google Ads – Google Ads Help · Google
  9. Ask Advisor in Google Ads (beta) – Google Ads Help · Google
  10. Google Marketing Live 2026 (20 maggio 2026) · Google
  11. About consent mode – Google Ads Help · Google
  12. Consent requirements for EEA traffic – Google Ads Help · Google

Aggiornato: 2026-10-07

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