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Rafael Patron

Generative AI e sistemi agentici

AI nelle app iOS e Android

Le applicazioni per iOS e Android integrano sempre più spesso funzioni di intelligenza artificiale, eseguite sul dispositivo o tramite servizi remoti. La scelta tra le due modalità incide su prestazioni, costi, privacy e obblighi.

Modelli sul dispositivo e in cloud

I sistemi operativi mobili offrono librerie per eseguire modelli direttamente sul telefono: riconoscimento di immagini, trascrizione, suggerimenti di testo. Questa modalità funziona offline e mantiene i dati sul dispositivo. I modelli più grandi restano in cloud, con latenza e costi per richiesta. Molte app combinano le due modalità in base alla funzione.

Funzioni ricorrenti

Ricerca in linguaggio naturale dentro i contenuti dell’app, assistenti conversazionali collegati ai dati dell’utente, personalizzazione dei contenuti, traduzione e sottotitoli, descrizione delle immagini per l’accessibilità. Le notifiche scelte da modelli predittivi arrivano quando l’utente le trova utili. Le funzioni generative per testo e immagine richiedono controlli sui contenuti prodotti.

  • Ricerca e assistenti sui dati dell’utente
  • Trascrizione e traduzione sul dispositivo
  • Descrizione delle immagini per l’accessibilità
  • Notifiche scelte per rilevanza

Privacy, store e trasparenza

Gli store applicativi richiedono di dichiarare i dati raccolti e la loro finalità, e verificano le app con funzioni generative. Il GDPR impone privacy fin dalla progettazione e per impostazione predefinita: l’elaborazione sul dispositivo è spesso la scelta più semplice da difendere. L’AI Act richiede che l’utente sappia quando interagisce con un assistente automatico.

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