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Rafael Patron

Enterprise AI strategy

AI nel performance marketing

Il performance marketing paga per risultati misurabili: clic, contatti, vendite. L’intelligenza artificiale gestisce oggi gran parte delle offerte e delle creatività nelle piattaforme pubblicitarie, e cambia il modo di misurare in un contesto con meno tracciamento.

Offerte e creatività automatizzate

Le piattaforme pubblicitarie fissano l’offerta per ogni asta in base alla probabilità stimata di conversione, usando segnali che l’inserzionista non vede. Le campagne combinano testi, immagini e video forniti o generati, e scelgono la combinazione per pubblico. Il lavoro dell’inserzionista si sposta su obiettivi, dati di conversione di qualità, esclusioni e materiali creativi.

  • Offerte per asta su conversione stimata
  • Combinazioni creative scelte per pubblico
  • Dati di conversione come input decisivo
  • Esclusioni e limiti definiti dall’inserzionista

Misurazione con meno tracciamento

Con restrizioni ai cookie di terze parti e agli identificatori, l’attribuzione individuale perde copertura. I modelli di marketing mix stimano il contributo di ogni canale da dati aggregati di spesa e vendite. I test di incrementalità confrontano gruppi esposti e non esposti. Le conversioni modellate colmano le lacune con stime dichiarate come tali.

Controllo umano e trasparenza

L’automazione decide entro i vincoli impostati: budget, obiettivo, pubblici esclusi, paesi. La revisione periodica delle ricerche attivate, dei posizionamenti e delle creatività generate resta compito dell’inserzionista. Il GDPR disciplina i pubblici personalizzati costruiti da liste clienti. L’AI Act richiede trasparenza sui contenuti sintetici usati negli annunci.

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