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Il dato più pesante l’ha pubblicato Sistrix a febbraio 2026, sul mercato DACH: 265 milioni di click in meno al mese sui siti tedeschi a causa degli AI Overviews. Il CTR per la posizione 1 è passato dal 27% senza AI Overview all’11% con AI Overview presente. Calo del 60% in valore relativo. Ahrefs nello stesso periodo ha aggiornato il proprio studio del 2025 misurando un calo del 58% del CTR di posizione 1 per query con AI Overview attivo. Pew Research a luglio 2025 ha analizzato 68.879 query reali e ha rilevato che solo l’8% degli utenti clicca su un risultato organico con AI Overview presente, contro il 15% senza AI Overview. Il quadro è coerente, indipendente, replicato da fonti diverse.

La SERP che facevamo ottimizzare ai clienti nel 2023 è strutturalmente diversa da quella del 2026.

Come è cambiata la SERP visibilmente

Aprire Google nel maggio 2026 su una query informazionale italiana significa vedere, nell’ordine: tab AI Mode in evidenza, AI Overview con risposta sintetica e citazioni laterali, eventuale Featured Snippet, primi risultati organici, knowledge panel a destra. La pagina è densa, multi-modulare, satura.

Nelle query commerciali, il pattern è diverso: ads in alto, eventuale shopping carousel, AI Overview o People Also Ask, risultati organici. AI Overview compare con frequenza minore sulle query commerciali, ma Semrush nel suo studio su 10 milioni di keyword ha rilevato che la presenza è in crescita anche su query branded e navigazionali. Google sta espandendo, non contraendo, il perimetro AI.

Quello che noto è il raddoppio della soglia di attenzione. Tre anni fa il primo risultato organico era visibile sopra la fold per il 70% delle query. Oggi su mobile, dove avviene la maggior parte del traffico, il primo risultato organico è quasi sempre sotto la fold. L’utente deve scorrere oltre AI Overview, oltre People Also Ask, oltre eventuali shopping ads, prima di vedere link blu.

Il pattern “the great decoupling”

Ryan Law di Ahrefs ha coniato il termine “the great decoupling” per descrivere il fenomeno osservato nei dashboard Google Search Console di centinaia di siti. Le impression organiche crescono o restano stabili, ma i click calano. Il sito appare nella SERP, ma non riceve il traffico.

Su un cliente B2B italiano monitorato da quattro anni, ho misurato +18% impression organiche e -23% click nel periodo aprile 2025-marzo 2026. Su un cliente e-commerce nello stesso periodo: +9% impression, -14% click. Su un publisher tematico: +27% impression, -41% click. Il pattern si ripete con intensità variabile ma sempre nella stessa direzione.

Il decoupling non è uniforme. Le query informazionali pure sono le più colpite. Le query commerciali con intento transazionale sono meno colpite. Le query navigazionali (“sito ufficiale azienda X”) sono praticamente immuni. Le query branded del proprio sito stesso vengono toccate solo quando Google attiva AI Overview con citazione del brand, e in quel caso il click rate è in salita perché l’utente arrivato dal brand vuole comunque visitare il sito.

Le query che producono AI Overview

Semrush ha analizzato 10 milioni di keyword nel 2025 per identificare i pattern che attivano AI Overview. I risultati operativi sono utili a chi pianifica content.

Le query lunghe e specifiche attivano AI Overview con frequenza più alta. La media delle keyword AI Overview ha 4,8 parole, contro 3,2 delle keyword senza AI Overview. Le query con intent informazionale, comparativo, esplicativo sono le più colpite. Le query del tipo “cos’è”, “come funziona”, “differenza tra”, “quale scegliere” sono quasi sempre coperte da AI Overview.

Le verticali più impattate sono Health, Travel, Food, Education, Finance. Le verticali meno impattate sono Real Estate, Shopping, Local. Il motivo strutturale è semplice: Google ha già feature SERP specifiche per real estate e shopping (Local Pack, Shopping Pack), e AI Overview aggiunge poco valore sopra a quelle. Per query educative o esplicative, invece, AI Overview rimpiazza il blocco di traffico che andava ai contenuti how-to.

Strategie effettive per chi pubblica

Quello che funziona nel 2026 per recuperare visibilità è diverso da quello che funzionava prima.

Tre direzioni concrete.

La prima è costruire contenuti pensati per essere citati. Definizioni nette nei primi paragrafi, dati specifici con fonti, struttura logica per blocchi semantici. Il modello generativo deve poter prendere un chunk dalla tua pagina e usarlo come fonte. Se la pagina è scritta come SEO classica con intro lunga prima di arrivare al punto, il modello prende un competitor. Ahrefs nel 2026 ha confermato che essere citati dentro AI Overview porta in media 35% in più di click organici per i siti citati, rispetto alla media. La citazione AI è il nuovo posizionamento.

La seconda è investire sulla autorità off-site. Le brand mention non linkate sono diventate un segnale forte per i motori generativi. Apparire come fonte in publication di settore, in podcast professionali, in directory verticali, in citazioni di altri siti autorevoli costruisce la reputation semantica che i modelli usano. Ahrefs ha quantificato una correlazione di 0,664 tra brand mention esterne e probabilità di citazione AI. La PR digitale è tornata importante quanto la SEO tecnica.

La terza è la diversificazione delle fonti di traffico. I siti che dipendono dal 100% di traffico Google sono quelli più esposti al decoupling. I siti che combinano Google + ChatGPT Search + Perplexity + traffico diretto + newsletter + social organico stanno reggendo molto meglio. La regola d’oro 2026 è: nessun canale singolo deve valere più del 50% del traffico totale, perché ogni canale può cambiare in 12 mesi.

Cosa fare in Search Console nel 2026

Google Search Console nel 2025-2026 ha aggiunto report dedicati al traffico AI Overview, ma con visibilità limitata. È possibile filtrare le query per presenza di feature SERP, monitorare le keyword dove AI Overview compare, vedere la differenza di CTR rispetto al benchmark storico.

Quello che consiglio ai clienti è di costruire un monitoraggio incrociato. GSC per la baseline organica, Sistrix o Semrush per la presenza in AI Overview, Otterly o Profound per la presenza in ChatGPT/Perplexity. Tre dashboard separate che leggono i tre fenomeni distinti che oggi compongono la visibilità nei motori di ricerca.

Il monitoraggio puro di GSC senza questi altri strati nel 2026 racconta solo un terzo della storia. Le impression alte con click bassi che si vedono in GSC sono spesso il sintomo che AI Overview sta intercettando il traffico. Senza vedere la presenza in AI Overview, l’analisi resta a metà.

Il quadro che ne viene fuori

Sintetizzando i dati Sistrix, Ahrefs, Pew Research, Semrush, l’ordine di grandezza è chiaro: tra il 40% e il 60% del traffico organico per query informazionali è stato riassorbito dai motori generativi nel 2024-2026. Il numero esatto varia per verticale, per mercato, per tipo di query, ma il fenomeno è strutturale e non è un’oscillazione passeggera.

Chi continua a fare SEO come se gli AI Overviews non esistessero sta investendo budget su una metrica che non porta più al risultato che portava prima. Chi ha capito il cambiamento sta ribilanciando il mix, lavorando di più sull’Answer Engine Optimization, sulla Generative Engine Optimization e sull’autorità off-site, e accetta che il KPI “click organico per posizione” non è più il segnale che era.

Per chi opera nel marketing professionale, la formazione su AI e ottimizzazione per motori generativi non è una moda ma una competenza che il mercato sta pagando. La curva di adozione del lavoro AI-aware è la stessa che si è vista per il mobile-first nel 2014-2016. Chi è entrato presto ha avuto vantaggi competitivi reali. Chi è entrato tardi ha rincorso.

Categorie: AI SEO