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Liz Reid, VP Search di Google, all’I/O 2025 ha pronunciato una frase che cambia il quadro: “AI Mode è il futuro di Search”. L’8 ottobre 2025 Google ha attivato AI Mode in tutta Europa, Francia esclusa per ragioni regolatorie. Il 26 marzo dello stesso anno gli AI Overviews erano già arrivati in Italia, Germania, Spagna, Polonia, Portogallo, Austria, Belgio, Irlanda e Svizzera. Oggi più di 2 miliardi di utenti mensili nel mondo vedono AI Overviews quando cercano su Google. Il modello sotto il cofano è la famiglia Gemini, arrivata alla versione 3.1 Pro nel 2026.
La SERP che conoscevamo non esiste più.
Cosa è AI Mode e perché è diverso da AI Overviews
AI Overviews è la sintesi generata dall’AI che appare in cima ai risultati di ricerca tradizionali. Compare quando Google ritiene che una query benefici di un’aggregazione di fonti, scompare quando la query è transazionale o navigazionale pura. AI Mode è invece un’esperienza di ricerca conversazionale separata, accessibile da un tab dedicato, dove l’utente porta avanti un dialogo con il modello che integra risultati web, fonti citate, link follow-up.
La differenza pratica è il tipo di intento che ciascuna interfaccia sostiene. AI Overviews lavora sulla query singola, AI Mode lavora sul percorso di ricerca esplorativo, multi-turno, con domande di approfondimento. Hema Budaraju, VP Product Management Google Search, alla conferenza stampa europea di ottobre 2025 ha dichiarato che le query in AI Mode sono “due o tre volte più lunghe rispetto alle ricerche tradizionali”. Significa che le persone iniziano a chiedere all’AI di Google quello che prima chiedevano a ChatGPT.
Il sistema usa le capability di reasoning di Gemini 2.5 e 3.0 per decidere quando ingaggiare il modello di sintesi e quando rimandare ai risultati blu. È un router decisionale che lavora prima di mostrare la pagina, non un layer sopra di essa.
L’impatto sui CTR organici
I dati 2025-2026 sono arrivati uno dietro l’altro e raccontano la stessa storia. Ahrefs ad aprile 2025 misurava un calo del 34,5% del CTR in posizione 1 quando era presente AI Overview. A febbraio 2026 la stessa Ahrefs ha rifatto lo studio con dati di dicembre 2025 e ha trovato un calo del 58%. Quasi il doppio in nove mesi.
Sistrix sul mercato DACH a febbraio 2026 ha quantificato un CTR per la posizione 1 che passa dal 27% senza AI Overview all’11% con AI Overview presente. In termini assoluti, 265 milioni di click in meno al mese per i siti tedeschi. Pew Research a luglio 2025 ha analizzato 68.879 query reali e ha mostrato che con AI Overview attivo solo l’8% degli utenti clicca su un risultato organico, contro il 15% senza AI Overview, con appena l’1% che clicca sui link delle fonti citate dentro l’Overview stesso.
Quello che noto è che il calo non è uniforme. Le query informazionali, definizioni, how-to brevi, spiegazioni di concetti vengono prese in pieno dal CTR collapse. Le query commerciali, transazionali, navigazionali e local resistono meglio. Semrush nel suo studio su 10 milioni di keyword ha confermato che AI Overviews appare con maggiore frequenza su query informazionali lunghe e specifiche, esattamente quelle su cui era costruita la strategia content marketing degli ultimi otto anni.
Il caso italiano specifico
L’Italia ha avuto gli AI Overviews dal 26 marzo 2025, sia in italiano che in inglese. AI Mode è arrivato l’8 ottobre dello stesso anno. La penetrazione percepita lavorando con clienti italiani è cresciuta velocemente in autunno 2025, con un’accelerazione dopo l’aggiornamento dei modelli Gemini 3 Pro di novembre 2025 e Gemini 3.1 Pro Preview di gennaio 2026.
Su un cliente B2B italiano che monitoriamo da quattro anni, le impression organiche sono cresciute del 18% nel periodo aprile 2025-marzo 2026. I click sono calati del 23%. È il pattern che Ahrefs chiama “the great decoupling”: il sito appare più volte, viene cliccato meno. Google ti cita dentro l’AI Overview, prende il traffico, restituisce un riferimento testuale senza link evidenziato in molti casi, o con un link che il 99% degli utenti non clicca.
La sentenza preliminare della Commissione Europea del 19 marzo 2025 ad Alphabet sulle potenziali violazioni del DMA ha aperto un fronte legale che potrebbe ridisegnare il quadro nei prossimi 12-24 mesi. La Francia per ora ha tenuto fuori AI Overviews e AI Mode proprio per ragioni di neighbouring rights e copyright nazionale. L’Italia non ha imposto restrizioni equivalenti.
Cosa cambia per chi ottimizza siti
La domanda che ricevo più spesso dai clienti è: “Ma allora la SEO è morta?”. Spoiler: no. È cambiato l’obiettivo. La SEO 2026 non punta più solo a far cliccare il link organico in SERP. Punta a far citare il proprio contenuto dentro l’AI Overview, dentro l’AI Mode, dentro le risposte generative.
Tre cambiamenti pratici di approccio.
Il primo è il contenuto pensato per essere citato, non per essere cliccato. Definizioni nette in apertura, dati specifici con fonti, struttura logica chiara, paragrafi che rispondono a singole sotto-domande. Il modello generativo deve poter prendere un blocco semantico dalla tua pagina e usarlo come fonte. Se la pagina è scritta come un articolo SEO lungo che gira intorno al punto, l’AI non trova il blocco da citare e prende un competitor.
Il secondo è il brand mention off-site come segnale di autorità AI. Ahrefs nel 2026 ha pubblicato dati che mostrano una correlazione di 0,664 tra brand mention esterne e probabilità di apparire in AI Overview. Siti con oltre 32.000 referring domains hanno 3,5 volte più probabilità di essere citati da ChatGPT. La PR digitale, l’inserimento in directory professionali, la partecipazione a podcast e webinar, le citazioni in publication di settore valgono più che mai. La logica del posizionamento si è spostata da “ottimizza la tua pagina” a “costruisci la tua reputazione semantica nel web”.
Il terzo è il monitoraggio multi-piattaforma. Non basta più Google Search Console. Servono strumenti che tracciano dove il brand compare in ChatGPT, Perplexity, Gemini, Copilot, Claude. Tool come Otterly, Profound, AthenaHQ sono nati specificamente per questo, e SE Ranking, Semrush, Ahrefs hanno integrato moduli dedicati nel 2025-2026.
Il prossimo passo: AI Mode con publicità e personal intelligence
A febbraio 2026 Google ha lanciato gli shopping ads con Direct Offers dentro AI Mode negli Stati Uniti. Significa che dentro la conversazione generativa l’utente può iniziare un acquisto. Significa che la monetizzazione di AI Mode è già partita. In Europa per ora gli ads non sono disponibili dentro AI Overviews e AI Mode per ragioni regolatorie. Dan Taylor di Google ha dichiarato a ottobre 2025 che il rollout pubblicitario europeo è ancora “in fase di test”.
L’altro fronte è la personal intelligence. Google sta lavorando per portare in AI Mode e Gemini un livello di personalizzazione che pesca dalla cronologia utente, dai contatti, dal calendario, dalla mail. È un passo che apre questioni privacy importanti, e che il GDPR e il DMA europeo stanno già osservando da vicino. Per chi ottimizza siti, significa che la stessa query da utenti diversi può restituire fonti diverse. La SERP non è più universale, è personalizzata.
La direzione di marcia è una sola e Liz Reid l’ha detta apertamente all’I/O 2025: “AI Mode è il futuro di Search”. Tradotto operativamente: chi pensa che AI Overviews sia una novità da osservare e che la SEO 2026 sia uguale a quella del 2024 sta scrivendo articoli che nei prossimi diciotto mesi non porteranno traffico. Le aziende che invece stanno ripensando l’ottimizzazione per i motori generativi e stanno costruendo strategie GEO strutturate sono quelle che vedranno conversioni stabili anche con CTR organici dimezzati.
Il numero che vale la pena tenere a mente è quello di Sistrix. 265 milioni di click in meno al mese sui siti tedeschi a febbraio 2026. Quello è il volume di traffico che Google sta riassorbendo per sé. Nessuna ottimizzazione tradizionale lo recupera. Serve un modo nuovo di pensare la presenza nei motori di ricerca, e questo modo nuovo si chiama AIO.
