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Rafael Patron

Ricerca applicata e standard professionali

AI e neuromarketing

Il neuromarketing studia le reazioni non dichiarate a stimoli di comunicazione, con misure fisiologiche e comportamentali. L’intelligenza artificiale ne estende la portata con modelli predittivi, in un ambito dove la legge europea fissa divieti precisi.

Attenzione predetta e misure biometriche

I modelli addestrati su dati di tracciamento oculare stimano dove lo sguardo si posa su una confezione, una pagina o un annuncio, prima di qualsiasi test con persone. Nei laboratori, l’analisi automatica di segnali come conduttanza cutanea, battito e microespressioni accelera l’elaborazione dei dati raccolti con consenso informato dai partecipanti.

  • Mappe di attenzione stimate da modelli
  • Elaborazione automatica dei segnali fisiologici
  • Confronto tra varianti prima del test
  • Studi con partecipanti consenzienti

Limiti dei metodi

Una stima dell’attenzione non misura comprensione, gradimento o intenzione di acquisto. I modelli predittivi riflettono i dati su cui sono stati addestrati e funzionano peggio su culture, formati e pubblici diversi. I risultati di laboratorio si verificano con test in condizioni reali. La letteratura scientifica indipendente è il riferimento per distinguere metodi validati da promesse commerciali.

Divieti e dati biometrici

L’AI Act vieta i sistemi di riconoscimento delle emozioni nei luoghi di lavoro e nell’istruzione e la categorizzazione biometrica che deduce caratteristiche sensibili. I dati biometrici e fisiologici sono categorie particolari del GDPR: servono consenso esplicito, finalità definita e cancellazione a fine studio. L’applicazione di queste tecniche a consumatori inconsapevoli è fuori dai limiti consentiti.

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